2008 is gone…
Rileggo quel che avevo scritto sul mio 2007 e mi rendo conto che è già passato un anno, così lentamente, eppure così velocemente.
Sono di nuovo qui, a tirare le somme di un altro anno, a cercare di far quadrare i conti, a buttare li nuovi propositi che difficilmente rispetterò.
Però quest’anno,nel complesso,forse grazie all’estate sopra la media delle mie passate estati, alla sufficienza ci arriva. Quest’anno restuisce un Marco che FORSE ha imparato un po’ a incassare le botte che la vita da, a incassare, a incassare, e che sta lavorando su come rispondere ai colpi.
Ma andiamo con ordine: com’è iniziato l’anno? Con un me sfiduciato su tutti e su tutto. Già questo 2008 è iniziato dal toccare il fondo. Ma è solo toccando il fondo che si ha la possibilità di appoggiare i piedi a terra, flettere le gambe e darti quella spinta che serve per risalire.
E siamo alle prime scelte. Quella di mollare il politecnico per andare a lavorare. Inizialmente sofferta, solo perchè non avevo ancora imparato a decidere. Fino ad allora la mia vita era stata un non decidere, un abbandonarsi all’inerzia, e vedere dove ti porta la marea. Ma prima o poi arrivi a un punto in cui o inizi a nuotare verso riva, oppure ti perderai per sempre. E allora ho dovuto fare le mie prime timide bracciate. Quelle stentate di chi non sa nuotare e cerca goffamente di spostarsi nell’acqua, con il solo risultato di, perlomeno, tenersi a galla.
Ma quello ancora non ero davvero io.
Mi sono iscritto al corso per istruttori di fitness e Body Bulding, con il solo obiettivo di mettere la testa in qualcosa, in attesa di capire cosa davvero volevo fare della mia vita. E così quasi per forza ecco che ho capito, un pelo troppo tardi, cos’è che volevo.
Insomma qualche idea inziava a esserci, ma le cose non giravano. Perchè a forza di innalzare barriere mi ero ritrovato ad avere soltanto più rapporti superficiali con tutti, e niente, assolutamente niente di utile e profondo.
Ma come diceva Augusto nella canzone “Ma che film la vita”, il sole caldo guarisce tutti i mali. L’estate lo ha fatto, o almeno, ha dato ritmi più intensi alla mia vita, inibendo la mia autolesionista capacità di riflettere troppo sulle cose. Ed è stata una gran bella estate, dal punto di vista del divertimento. Si, iniziando da giugno i 2 giorni al mare con Pludo Brindu e Ghido, il replay soltanto di io e Pluto, e poi beh, direi l’apice, la vacanza spettacolare a Lloret. Spettacolare per il divertimento, per le cazzate che abbiam fatto. Ma l’estate, come uno dei temporali che ci sono appunto durante quel periodo, arriva, è molto intensa ma brevissima e se ne va.
Lasciando nuovamente il tempo per pensare.
Settembre però per me quest’anno è stato diverso, è stato il seguire un’obiettivo, forse soltanto una chimera tramutatasi poi in delusione. Che stavolta ha cambiato le cose. Già perchè settembre erano gli allenamenti. Il prepararsi bene per combattere sul ring.
Per poi scoprire che invece è tutto finito, scoprire che la spalla operata l’anno scorso in realtà non è a posto come credevi. Fino all’impietosa sentenza finale: se vuoi continuare la boxe ti devi operare, o rischi di farti male di nuovo, molto seriamente. Ovviamente un’operazione molto più pesante della precedente. E quindi l’inizio di questo inverno 2008 è stato per me il veder andare in fumo lo scopo che mi dava la voglia di fare, il dover cercare qualcos’altro per dare un senso ai miei giorni. E un imparare quindi a sopravvivere, a farsi andare bene tutto com’è, per andare avanti con il pilota automatico inserito. Cosa che, per un po’, forse può funzionare.
Cosa lascia però il 2008? Lascia sicuramente un Marco cambiato e cresciuto, forse più disilluso ma più consapevole. Un Marco che sta imparando, fose non abbastanza ma è un inizio, più capace a dar il giusto peso alle cose, a fregarsene un po’ di più di chi non merita attenzioni.
Il 2008 è stato anche il conoscere persone nuove, alcune che hanno per qualche tempo anche riempito di un po’ la mia vita. L’unica cosa che mi chiedo e se davvero certe persone potuto illuminare un po’ la mia vita, oppure ero io che dal buio vedevo anche il minimo riflesso di luce come fosse il sole. In ogni caso, dopo aver espresso dubbio il cui significato probabilmente nessuno capirà,ammetto che ho incontrato davvero qualche bella persona a cui auguro una vita piena di felicità.
Dicevo, il 2008 è servito anche a imparare a valutare, saper decidere chi merita qualcosa e chi non vale niente. E per fotuna questo mi ha aiutato a recuperare rapporti un po’ deteriorati con persone a cui tengo, e a chiudere invece finalmente qualche porta verso chi si ricorda di me soltanto quando ha bisogno di qualcosa.
2008, devo dire forti emozioni poche. Spero piuttosto di essere riuscito io a regalare qualche emozione a qualcuno. Forse carente come dicevo dal punto di vista emotivo, questo 08 è stato però un anno concreto. In cui ho capito che alla fine in qualche modo sono sempre in grado di cavarmela, anche al lavoro. E in qusto anno ho finalmente realizzato che prima o me ne andrò di qui. So che è una cosa che presto o tardi devo riuscire a fare,e ora credo di sapere che potrei, in qualche modo farcela.
Come mi vedo quindi alla fine di questo anno solare? CRESCIUTO, sicuramente, sopratutto mentalmente. Forse più cinico, forse leggermente più cattivo, ma finalmente più forte. Sono ancora il ragazzo dagli occhi tristi, ma diverso da com’ero.Perlomeno più consapevole.
Alla fine di ogni resoconto è d’obbligo uno sguardo avanti. Duemilanove dunque. Vedo un anno difficile, sotto tutti gli aspetti. Ma SO che sarà l’anno in cui riprenderò in mano la mia vita, e sarà solo compito mia reindirizzarla sui binari giusti. Ma so anche che dovrò aspettare quasi la fine di questo nuovo anno per avere l’occasione che aspetto,quella che dovrò sfruttare. Tutto sta nel sopravvivere fino ad allora, e nel frattempo caricare le armi. Perchè il momento in cui riprenderò in mano la mia vita sarà quello in cui dovrò iniziare nuovamente a lottare, e sicuramente non ci potrò arrivare impreparato.
Marco